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Home / Tendinopatia del tendine di Achille

Il tendine di Achille è un grosso tendine che va dal calcagno ai muscoli gemelli (polpaccio). È un tendine altamente sollecitato poiché è gravato da tutto il peso del corpo, e in particolar modo è sollecitato in alcune attività sportive o professionali.

Le patologie più frequenti del tendine di Achille sono la rottura acuta - che rappresenta un'emergenza chirurgica, avviene solitamente per un improvviso sforzo e necessita di un'immediata ospedalizzazione e di una ricostruzione del tendine stesso; la tendinosi con peritendinite, la sua patologia più frequente, nella quale il tessuto elastico del tendine viene sostituito da un tessuto fibroso non più elastico che porta a una dilatazione dolorosa del tendine stesso e che può essere l'anticamera di una rottura. Se viene constatata l'inefficacia delle cure mediche fisiatriche (laser, ultrasuoni, terapia fisica in generale) è possibile una soluzione chirurgica.

L'intervento
L'intervento da me praticato consta nell'inserire, attraverso un'incisione di circa 5 cm a livello del tendine di Achille, piccoli innesti muscolari presi dal muscolo gemello. è stato dimostrato infatti che il tessuto muscolare inserito nel contesto del tendine lo rigenera e a lungo andare provoca un rinnovo delle fibre tendinee stesse, ridando elasticità. L'intervento non prevede immobilizzazione ma l'uso di un tutore per un periodo di circa 20 giorni. Questo intervento, che avviene con anestesia locoregionale, dura circa 40 minuti e prevede una notte di ospedizalizzazione, è compatibile successivamente con qualsiasi attività sportiva, anche traumatica.

Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l'uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un'intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all'uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall'organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

ultimo aggiornamento 03/04/2017
© 2017 chirurgodelpiede.it, tutti i diritti riservati | P.IVA 08708990158 | ultimo aggiornamento: 03/04/2017 | home page | note legali
Nota: le informazioni fornite da questo sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico/paziente
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Il tendine di Achille è un grosso tendine che va dal calcagno ai muscoli gemelli (polpaccio). È un tendine altamente sollecitato poiché è gravato da tutto il peso del corpo, e in particolar modo è sollecitato in alcune attività sportive o professionali.

Le patologie più frequenti del tendine di Achille sono la rottura acuta - che rappresenta un'emergenza chirurgica, avviene solitamente per un improvviso sforzo e necessita di un'immediata ospedalizzazione e di una ricostruzione del tendine stesso; la tendinosi con peritendinite, la sua patologia più frequente, nella quale il tessuto elastico del tendine viene sostituito da un tessuto fibroso non più elastico che porta a una dilatazione dolorosa del tendine stesso e che può essere l'anticamera di una rottura. Se viene constatata l'inefficacia delle cure mediche fisiatriche (laser, ultrasuoni, terapia fisica in generale) è possibile una soluzione chirurgica.

L'intervento
L'intervento da me praticato consta nell'inserire, attraverso un'incisione di circa 5 cm a livello del tendine di Achille, piccoli innesti muscolari presi dal muscolo gemello. è stato dimostrato infatti che il tessuto muscolare inserito nel contesto del tendine lo rigenera e a lungo andare provoca un rinnovo delle fibre tendinee stesse, ridando elasticità. L'intervento non prevede immobilizzazione ma l'uso di un tutore per un periodo di circa 20 giorni. Questo intervento, che avviene con anestesia locoregionale, dura circa 40 minuti e prevede una notte di ospedizalizzazione, è compatibile successivamente con qualsiasi attività sportiva, anche traumatica.

Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l'uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un'intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all'uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall'organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

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