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Home / Spina calcaneale e fascite plantare

La spina calcaneale e la fascite plantare sono due patologie strettamente correlate. La spina calcaneale è infatti una calcificazione dell'inserzione della fascia plantare sul calcagno. Non c'è correlazione tra la grandezza della spina calcaneale e il dolore, infatti anche una fascite plantare senza calcificazione può dare un fortissimo dolore all'appoggio.

Il sintomo è costituito essenzialmente da un forte dolore all'appoggio del calcagno, più accentuato ai primi passi al mattino, oppure dopo lunga deambulazione. è più frequente nel piede cavo (accentuazione della volta plantare) e nel sovrappeso. La terapia medica consiste nell'uso di talloniere morbide o di eventuali plantari, nella terapia fisica, nell'assunzione di farmaci, e solo in caso di recidive continue o di un dolore costante superiore a 6 mesi si ricorre all'intervento chirurgico.

L'intervento
La tecnica da me eseguita si chiama fasciotomia secondo Steindler e viene eseguita per via percutanea: attraverso un'incisione puntiforme a livello del calcagno si interrompe la fascia plantare.Viene applicato un punto di sutura. L'intervento è eseguito in anestesia locoregionale, in day hospital, dura pochi minuti, la deambulazione è immediata ma con cautela in quanto inizialmente il dolore da appoggio può essere accentuato.

Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l'uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un'intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all'uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall'organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

ultimo aggiornamento 17/10/2014
© 2014 chirurgodelpiede.it, tutti i diritti riservati | P.IVA 08708990158 | ultimo aggiornamento: 17/10/2014 | home page | note legali
Nota: le informazioni fornite da questo sito devono servire a migliorare, e non a sostituire, il rapporto medico/paziente
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La spina calcaneale e la fascite plantare sono due patologie strettamente correlate. La spina calcaneale è infatti una calcificazione dell'inserzione della fascia plantare sul calcagno. Non c'è correlazione tra la grandezza della spina calcaneale e il dolore, infatti anche una fascite plantare senza calcificazione può dare un fortissimo dolore all'appoggio.

Il sintomo è costituito essenzialmente da un forte dolore all'appoggio del calcagno, più accentuato ai primi passi al mattino, oppure dopo lunga deambulazione. è più frequente nel piede cavo (accentuazione della volta plantare) e nel sovrappeso. La terapia medica consiste nell'uso di talloniere morbide o di eventuali plantari, nella terapia fisica, nell'assunzione di farmaci, e solo in caso di recidive continue o di un dolore costante superiore a 6 mesi si ricorre all'intervento chirurgico.

L'intervento
La tecnica da me eseguita si chiama fasciotomia secondo Steindler e viene eseguita per via percutanea: attraverso un'incisione puntiforme a livello del calcagno si interrompe la fascia plantare.Viene applicato un punto di sutura. L'intervento è eseguito in anestesia locoregionale, in day hospital, dura pochi minuti, la deambulazione è immediata ma con cautela in quanto inizialmente il dolore da appoggio può essere accentuato.

Il materiale riassorbibile nella chirurgia del piede
Essendo il piede un organo di movimento, la mia attitudine è limitare il più possibile l'uso per la chirurgia di materiale metallico che porta a una rigidità e a volte a un'intolleranza. Negli ultimi anni il materiale metallico usato in precedenza è stato via via sostituito da materiale riassorbibile in polilattato (viti, cambre, pin) che è da preferire quando possibile all'uso di materiale metallico, essendo il polilattato riassorbito dall'organismo nel giro di 6-8 mesi e non dovendo essere rimosso.

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